Sabato 26 Novembre alle ore 18.00 si è tenuta la 55^ Assemblea Annuale dell’Associazione I Nostri Amici Lebbrosi O.d.v., in modalità ibrida, sia in presenza, presso l’Istituto Bertoni di Udine (viale Cadore, 59 – Udine) sia in via telematica sulla piattaforma Zoom.

Cliccando sul link potete guardare la registrazione dell’evento su YouTube https://www.youtube.com/watch?v=wIMS8hGtijA 

 

Di seguito la relazione del presidente dell’Associazione, Giorgio Matellon:

SCELTE SOLIDALI PER UN FUTURO DI SPERANZA

Loro hanno creato la notte, ma noi inventiamo le stelle.
(Proverbio brasiliano)

Carissimi amici e collaboratori dell’Associazione,

 vi ringrazio per la vostra partecipazione alla nostra Assemblea annuale, che dopo due anni, ritorna nella modalità in presenza in questa sede storica, nella quale ci sentiamo accolti con grande affetto dai padri stimmatini, con i quali abbiamo collaborato intensamente per la realizzazione di opere importanti nel corso di questo esercizio.

È questo per noi un momento di bilanci, rendiconti, ma è soprattutto occasione gioiosa   di celebrare con soddisfazione e gratitudine i progetti realizzati insieme.

L’Associazione continua a dare il proprio contributo, grazie alla solidarietà instancabile di tutti i benefattori, all’impegno generoso dei volontari e all’amore operoso dei missionari.

Un pensiero chiaro e incoraggiante mi viene in mente, sfogliando un anno di resoconti e di progetti: l’Associazione sta continuando a guardare al futuro, con tenacia e lungimiranza. Nonostante il periodo storico complesso, in cui perfino l’Europa vede mettere in dubbio la sua stabilità e il suo benessere; nonostante la pandemia, la crisi economica, l’emergenza climatica. L’Associazione continua anno dopo anno a dare il suo “colpo di piccone” per aprire una strada nuova – di uguaglianza, di solidarietà.

L’obiettivo è sempre chiaro ed è quello dell’inizio: sconfiggere la lebbra e tutte le lebbre. Lebbre che assumono forme e connotati diversi, ma che hanno in comune le loro conseguenze: fame, povertà, emarginazione, disperazione.

Il nostro primo fronte di impegno è stata l’assistenza sanitaria che continua ad impegnare molte risorse nella cura e nell’assistenza.

Accanto ai progetti che ci vedono impegnati da molti anni con continuità come la cura ai malati di lebbra, per i quali è stato completato nel corso dell’esercizio il Centro di cura e diagnosi di Morogoro in Tanzania, vorrei menzionare il progetto del centro sanitario di Kouvé, in Togo, dove siamo impegnati per l’ampliamento dell’Ospedale delle Suore della Provvidenza. Già dotata di un reparto maternità, la struttura è un importante punto di riferimento per un’ampia zona rurale, con un grande bacino di utenza. Pertanto necessita di una sala chirurgica per effettuare i parti cesarei, le operazioni d’urgenza e semplici operazioni chirurgiche pediatriche.

“Dare vita alla vita” è il motto delle missionarie, e anche grazie al nostro contributo, questa struttura avrà un ruolo cruciale per la salute delle madri e dei bambini – a loro appartiene il futuro di speranza che vogliamo costruire.

C’è poi l’aspetto dell’emergenza alimentare che ha visto coinvolte in particolare  popolazioni di alcune parti dell’India e la martoriata popolazione del Tigray in Etiopia, con interventi volti a portare un po’ di sollievo in situazioni di gravità estrema.

Accanto a questi sono continuati i contributi per il sostegno di bambini e famiglie povere in Bolivia, in Armenia ed in tante altre parti del mondo e il sostegno a strutture di accoglienza per bambini colpiti da gravi malattie come la Casa di Gary in Viet-nam, che ospita bambini ammalati di tumore e i loro familiari negli intervalli delle terapie,  la Hogar de Dios in Bolivia per bambini cerebrolesi.

Vogliamo ricordare anche la realizzazione di un pozzo a Bouake in Costa d’Avorio, primo passo per la costruzione di un centro di accoglienza per i bambini dei villaggi perché possano frequentare la scuola.

Molti altri progetti realizzati quest’anno e in corso di realizzazione riguardano poi la scuola. Perché riteniamo che,una volta garantiti i bisogni primari, è attraverso l’alfabetizzazione e la scolarizzazione che si può costruire un futuro di libertà, di pace e di giustizia.

Ad Abidjan, in Costa d’Avorio, si stanno gettando le fondamenta per una scuola secondaria, che consenta a tutti i bambini e le bambine di proseguire gli studi oltre le elementari. Questa scuola, tanto desiderata dalla comunità, sarà costruita proprio in memoria del Fondatore dott. Daniele Sipione. A quasi 10 anni dalla sua scomparsa, i semi di speranza che ha gettato, continuano a dare frutti dal valore inestimabile!

In India, nella missione di Pallikara, è stata attrezzata una biblioteca per i ragazzi, con mobili, libri e materiale scolastico, mentre in Bangladesh abbiamo contribuito al pagamento degli stipendi degli insegnanti.

Anche dal Togo ci giungono i ringraziamenti delle suore della missione di Ahepè, dove, anche grazie all’aiuto dell’Associazione, sono state costruite due nuove aule per la scuola elementare.

Leggere le loro lettere e vedere le foto dei progetti realizzati ci riempie di vigore e di fiducia, di voglia di fare di più!

Cosa significa in concreto il nostro contributo? Cosa rappresentano due aule scolastiche? Significa che 40 bambini hanno potuto sedersi in ognuna di queste aule.

Sono così felici di poter frequentare la scuola! A guardarli, pieni di entusiasmo, ci si commuove: si puliscono le scarpe per bene prima di entrare, quasi fosse un luogo sacro…

E in effetti secondo noi, la scuola è davvero un luogo sacro. Sacro perché è un posto sicuro, sacro perché in quel luogo viene plasmato il futuro delle giovani generazioni.

Nuove aule sono state costruite anche in Costa d’Avorio e in Uganda, dove ormai la scuola della missione ospita oltre 400 bambini. In molti villaggi, i bambini e ragazzi a scuola ricevono anche il pasto principale della giornata. La scuola rappresenta un luogo di incontro e di crescita dello spirito, dove si spezzano le catene della marginalizzazione, della povertà e della violenza.

La nostra Associazione, sin dall’inizio del suo servizio, ha sperimentato concretamente che l’origine di tante povertà materiali deriva dalla povertà culturale: per questo la scuola ha un ruolo fondamentale ed insostituibile nel costruire il futuro di un popolo, dei suoi singoli membri e della nazione nel suo complesso. Uno sviluppo sostenibile, equo, inclusivo, non si può misurare solamente in termini di progresso economico, ma è conseguenza piuttosto di uno sviluppo umano, che metta la persona al centro, nutrendone corpo e spirito. La scuola fornisce a ogni alunno gli strumenti per esprimersi nella sua comunità: a cominciare dalla consapevolezza dei propri bisogni, diritti e doveri, per infondere poi lo spirito critico, per dare voce e corpo alla propria opinione, per incoraggiare il genio creativo che risiede in ogni essere umano.

Non possiamo certo ignorare le difficoltà e le tragedie di cui da ogni parte ci giunge notizia, ma vogliamo anche dare luce e spazio ai fiori di speranza che continuano a crescere nonostante le tragiche situazioni di conflitti, fame e malattie che pure sono sotto i nostri occhi.

Siamo in ascolto del mondo, delle tante voci di sofferenza, ma non ci lasciamo sfiancare dal pessimismo che paralizza. Al contrario, sull’esempio del nostro Fondatore e di tante straordinarie figure che abbiamo avuto il privilegio di conoscere, vogliamo continuare a sognare un mondo più giusto, fraterno e solidale. Procediamo a passi piccoli ma costanti sulla strada che ci porta in quella direzione, incoraggiati dai tanti gesti generosi di cui siamo testimoni.

Il proverbio brasiliano, che il dottor Sipione ha voluto inserire nella carta intestata della Associazione recita così: “Loro hanno creato la notte, ma noi inventiamo le stelle.” 

Grazie,
Giorgio Matellon

 

 

 

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