STORIA

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2008-2018

Dopo i bilanci record del 2009 e 2010, che vedono erogazioni di un milione e 750 mila euro, iniziano a farsi sentire la crisi economica ed il declino delle condizioni di salute del Presidente, che è costretto a ridurre la durata e il numero dei viaggi di servizio. Nel 2011 l’Associazione ottiene il riconoscimento della personalità giuridica e la conseguente contestuale iscrizione al Registro delle Persone Giuridiche.
Nel 2013, il 6 febbraio si spegne il grande cuore di Daniele Sipione. Messaggi di cordoglio da ogni parte del mondo testimoniano l’affetto e l’ammirazione che il suo instancabile impegno solidale gli hanno guadagnato. Il bilancio delle opere realizzate e delle somme erogate dalla Associazione nel corso di questi 45 anni è impressionante. Nonostante il profondo sbigottimento derivante dalla sua scomparsa, grazie all’impegno della famiglia del dott. Sipione e di tutti i collaboratori, l’attività della Associazione prosegue, rispettando impegni presi e rispondendo a nuove richieste di aiuto. L’avv. Enrico Leoncini, vice presidente dell’Associazione, ne assume la presidenza fino al maggio del 2013 quando gli subentra Giorgio Matellon, designato dal Consiglio Direttivo di cui fanno parte anche la moglie ed il figlio del dott. Sipione, Grazia Maria Bellina ed Umberto Sipione. Per confermare la volontà di continuare nell’opera intrapresa vengono visitati dalla signora Sipione e da altri volontari alcuni importanti centri dove la Associazione ha in corso progetti di intervento: Etiopia, Armenia, Ecuador, Tailandia e Tanzania e si realizzano incontri con missionari dell’India, della Papua Nuova Guinea, dell’Eritrea, della Bolivia, dell’Indonesia e delle Filippine. Viene implementato il sito internet e creata una pagina facebook Il dott. Sipione è inserito tra i “Testimoni della speranza“ in Friuli nella pubblicazione voluta dall’Arcivescovo Mazzocato per l’anno pastorale 2013-2014 e gli vengono intitolati nel 2014 un’ala del Palazzo Comunale della sua città natale, Rosolini, e nel 2018 un piazzale della sua città di adozione, Udine, in riconoscimento dei grandi meriti umanitari.

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1998-2008

In occasione della ricorrenza del giubileo viene dedicata una particolare attenzione alla donna, definita “radice di fecondità e di speranza e seme di sviluppo” e in questi anni vengono ampliati o realizzati ex novo centri di promozione della donna a Gabarone, Luang Prabang, Winterweldt. Vengono avviate molte iniziative di formazione scolastica e professionale e di sostegno a cooperative agricole o artigianali con il sistema del microcredito, oltre ad interventi per preservare le giovani fanciulle dalla devastazione del turismo sessuale. Nel 2008 viene pubblicato a cura dell’ Associazione il libro “A passo di donna”, che racconta la situazione di emarginazione e discriminazione delle donne in ogni parte del mondo e apre la strada a riflessioni e progetti. Altre priorità vengono individuate nella cura dell’AIDS, lebbra del ventunesimo secolo, e nel garantire l’accesso all’acqua potabile, negato ad oltre un miliardo di persone. Accanto alle iniziative in questo senso sorgono nuovi villaggi per i lebbrosi, dispensari, centri nutrizionali, scuole, sparsi in 36 Paesi di 4 continenti. Nel 2000 i fondi raccolti raggiungono la cifra record di oltre 2 miliardi e 800 milioni di lire. Il dott. Sipione viene intervistato nella trasmissione Uno Mattina della RAI. Il suo modo di operare trasparente, rigoroso, efficace, ha guadagnato all’Associazione e al suo Presidente la stima, il rispetto e l’ammirazione che hanno trovato espressione anche in ulteriori pubblici riconoscimenti, tra i quali il Premio Melvin Jones conferito da un Lions Club di Udine nel 2003, il Premio Internazionale Sicilia “Proserpina 2005” e il Premio Unesco “Udine città della pace 2009” conferiti per eccezionali meriti umanitari. Gratificante e commovente è stato l’incontro in Vaticano con Papa Giovanni Paolo II che ha voluto esprimere personalmente al dott. Sipione il suo apprezzamento per il tenace impegno a favore del Terzo Mondo. I viaggi massacranti, le malattie contratte e un grave incidente stradale iniziano a minare la salute del Fondatore che tuttavia continua infaticabile nella sua opera di promozione umana.

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1988-1998

L’ “anno internazionale dell’alfabetizzazione” voluto dall’ONU nel 1990 ha dato nuovo impulso ad un già vasto programma di istruzione che da tempo l’Associazione attua con la costruzione di asili, scuole, centri di formazione professionale, con il sostegno economico per l’acquisto del necessario materiale didattico e l’accoglienza in convitti degli alunni più bisognosi. Alla fine di questo terzo decennio le strutture funzionanti saranno oltre un centinaio e altre decine in programma. Continua l’impegno di promozione della dignità e dei diritti del mondo femminile con importanti iniziative educative, formative e produttive. Tutto ciò senza trascurare l’originario impegno a favore dei lebbrosi verso il quali è sempre viva l’attenzione che si concretizza in apposite strutture sanitarie e di accoglienza, nonché in piccole abitazioni per quanti, guariti, desiderano vivere in modo autonomo e sostegno ad attività lavorative di vario tipo. I viaggi di servizio, faticose maratone nei Paesi più disparati del mondo, si confermano strumenti essenziali per cogliere la priorità dei problemi e dare risposte efficaci alle emergenze vitali delle comunità interessate senza sprechi e senza speculazioni.
Per dotarsi degli strumenti organizzativi necessari ad operare al meglio e garantire una continuità nel futuro l’Associazione procede all’acquisto di una sede in via Poscolle a Udine e alla costituzione di una Fondazione denominata “Italia – Terzo Mondo” per poter ottenere il riconoscimento giuridico con la possibilità di ricevere lasciti testamentari. L’Associazione viene iscritta al Registro Regionale delle Organizzazioni di Volontariato. Continuano le assemblee annuali alle quali intervengono ospiti prestigiosi. L’associazione viene insignita nel 1994 della Medaglia d’Oro al Merito Civile e di altri riconoscimenti internazionali in India e Filippine. Al dott. Sipione viene conferita la cittadinanza onoraria dal Comune di Rosolini, sua città natale.Nel 1998, per celebrare il trentesimo anno di attività dell’ Associazione, viene pubblicato il libro “Il cancelliere dei lebbrosi” di Piero Gheddo con la prefazione di Sua Eccellenza Mons. Alfredo Battisti, Arcivescovo di Udine. I fondi raccolti continuano a superare il miliardo e mezzo per ciascun anno di attività.


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1978-1988

Nel 1979, anno internazionale del bambino, nasce il progetto Catena d’Amore con lo slogan: “Tutti i bambini nascono per vivere: aiutiamoli a vivere” e vengono attuati numerosi progetti a favore dei figli dei lebbrosi e di tutti i bambini abbandonati, emarginati, poveri. In questi anni si comincia a parlare della Associazione sulla stampa nazionale e si allarga la cerchia degli amici. Madre Teresa viene a Udine, accompagnata da Daniele Sipione per due volte nel 1981 e nel 1988 L’industriale milanese Marcello Candia, che ha venduto tutto per andare a vivere tra i lebbrosi, interviene per due volte alla assemblea della Associazione e il dott. Sipione ricambia la visita a Marituba in Brasile, dove incontra anche mons. Pirovano e il capo storico dei lebbrosi Adalucio. Nel 1981 viene formalizzata con atto notarile la costituzione della Associazione.
Vengono conferiti al dott. Sipione il Premio della bontà Giovanni XXIII ad Ancona, il Premio Nadal Furlan di Buia,la cittadinanza onoraria di Itobì in Brasile, il premio Ragazzi in festa a Udine e la nomina a Commendatore dell’Ordine di San Gregorio Magno da parte del Santo Padre. Nel 1984 Viene lanciata la campagna : “Un figlio in più“ per realizzare interventi a sostegno dei bambini bisognosi di tutto il mondo. Aumentano i fondi raccolti che vengono impiegati in numerose realizzazioni tutte pianificate con il coinvolgimento dei destinatari Si tratta di pozzi, acquedotti, edifici scolastici, case-convitto, casette per i lebbrosi, dispensari. Altre risorse vengono destinate al sostegno di attività agricole ed artigianali e al finanziamento di progetti di educazione e formazione scolastica e professionale. L’intervento della Associazione si estende in vari paesi dell’Africa, dell’America latina e dell’Asia, principalmente in India dove alla collaborazione con i padri Alessi e Maschio si aggiunge quella con padre Gobetti, padre Pezzoni e padre Mariano Zelazek, reduce del campo di concentramento di Dachau.
In Tanzania, in occasione dell’avvio della costruzione dell’acquedotto di Hombolo avviene l’incontro del dott. Sipione con il presidente Julius Nyerere con il quale si stabilirà un legame di amicizia. Continuano i viaggi di servizio in tutto il mondo con itinerari “massacranti” e con conseguenze anche gravi per la salute per il dottor Sipione come la malaria e una grave infezione agli occhi. I fondi raccolti passano dagli 80 milioni del 1978 a oltre un miliardo e 600 milioni di lire nel 1988!

1968-1978

Nasce, per opera del Cancelliere Daniele Sipione l’ Associazione “I nostri amici lebbrosi” Nel 1968 le associazioni sono regolate da pochi articoli del Codice Civile, ma Daniele Sipione, con straordinaria lungimiranza introduce fin dall’inizio una serie di istituti che verranno resi obbligatori dal legislatore decine di anni dopo come lo statuto, l’assenza di finalità di lucro, la gratuità di tutte le cariche, il bilancio consuntivo, l’assemblea annuale, i revisori dei conti. La sua è una Istituzione di natura laica seppure di ispirazione profondamente cristiana. Tra i primi progetti in collaborazione con la suora friulana Amelia Cimolino, il primo insediamento a favore dei lebbrosi. E’ il “Villaggio della Fraternità” (Olavina Halli) sorto a Talapady, Someshwar (India), un immenso centro che comprende casette per i lebbrosi, dispensari, un’azienda agricola, allevamenti di animali… Sorgono poi il “Villaggio Friuli” ad Aduku (Uganda) e il “Villaggio della Speranza” a Itobi (Brasile), dotati pertanto di tutte le strutture e gli impianti necessari per essere autosufficienti e i Villaggi di Manikrò (Costa d’Avorio), di Grajau (Brasile) e il lebbrosario infantile di Gurà (Etiopia), Opere “importanti” che hanno cambiato la vita di molte persone che la Associazione continuerà a sostenere nel tempo. Grazie alla generosità dei sempre più numerosi “amici” che dell’Associazione, nascono, nei più disparati angoli del mondo dove fame e sottosviluppo favoriscono il sorgere della lebbra, dispensari, aziende agricole, case, scuole, asili, pozzi, impianti di irrigazione. L’attività viene impostata con criteri rigorosi, rilascio di ricevute e trascrizione delle offerte in libro cassa, contenimento delle spese di gestione al disotto del 5 per cento delle offerte ricevute. Alla fine del decennio, nel 1977 si colloca una svolta fondamentale, il primo viaggio nei luoghi della lebbra e l’incontro con Madre Teresa di Calcutta e con grandi figure di missionari italiani che diventano per l’Associazione fondamentali riferimenti sia come “portavoce” delle reali necessità ed esigenze delle popolazioni che come garanti dell’onesto e corretto impiego degli aiuti come padre Antonio Alessi e padre Aurelio Maschio. Inizia la pubblicazione del Bollettino con le notizie sui viaggi, la relazione del Presidente durante l’Assemblea annuale ed il rendiconto sull’impiego delle somme ricevute. I fondi raccolti passano da poco più di 3 milioni nel 1968 a oltre 80 milioni nel 1978!

Per maggiori informazioni e per conoscere la storia dell’Associazione, scarica il PDF che descrive l’Associazione I Nostri Amici Lebbrosi Onlus.